121) Callois. Le sei caratteristiche formali del gioco.
R. Callois (1913-1978), storico francese,  stato il continuatore
degli studi sulla dimensione ludica nella storia iniziati da
Huizinga. Egli intende il gioco come una delle chiavi essenziali
per penetrare e cogliere il nucleo pi autentico e riposto di
espressioni culturali estremamente diverse fra di loro.
In questa lettura Callois prende in considerazione l'aspetto
formale del gioco e ne enumera sei caratteristiche fondamentali.
R. Callois, I giochi e gli uomini. La maschera e la vertigine,
Bompiani, Milano, 1981, pagine 25-26.

 Per il momento, l'analisi precedente ci consente gi di definire
essenzialmente il gioco come un'attivit:
1. libera: a cui il giocatore non pu essere obbligato senza che
il gioco perda subito la sua natura di divertimento attraente e
gioioso;
2. separata: circoscritta entro precisi limiti di tempo e di
spazio fissati in anticipo;
3. incerta: il cui svolgimento non pu essere determinato n il
risultato acquisito preliminarmente, una certa libert nella
necessit d'inventare essendo obbligatoriamente lasciata
all'iniziativa del giocatore;
4. improduttiva: che non crea, cio, n beni, n ricchezza, n
alcun altro elemento nuovo; e, salvo uno spostamento di propriet
all'interno della cerchia dei giocatori, tale da riportare a una
situazione identica a quella dell'inizio della partita;
5. regolata: sottoposta a convenzioni che sospendono le leggi
ordinarie e instaurano momentaneamente una legislazione nuova che
 la sola a contare;
6. fittizia: accompagnata dalla consapevolezza specifica di una
diversa realt o di una totale irrealt nei confronti della vita
normale.
Queste diverse qualit sono puramente formali. Non anticipano un
giudizio sul contenuto dei giochi. Tuttavia, il fatto che le
ultime due - la finzione e la regola - siano apparse tali da
escludersi quasi l'una con l'altra, dimostra che l'intima natura
dei dati che esse cercano di definire implica, e forse esige, che
questi dati siano a loro volta oggetto di una suddivisione che si
sforzi, a questo punto, di tener conto, non gi dei caratteri che
li contrappongono nel loro insieme al resto della realt, ma di
quelli che li raggruppano in base a un'originalit veramente
irriducibile.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume V, pagine 99-100.
